DRESDEN

Rieccomi qui sul treno che da Dresda mi porterà a Praga e che attraversa una striscia di terra a dir poco suggestiva. La neve ricopre gli alberi, le cose che qualcuno ha dimenticato fuori casa, magari lungo le sponde del fiume, i tetti a punta, le locomotive ormai ferme ai binari morti di questo confine fra la schematica Germania e l’incognita repubblica ceca . Tutto è in silenzio. Una delle cose che di Dresda che ci ha molto impressionato è il silenzio: sui tram, sugli autobus, sui treni. Sarà che la neve ci ha avvolti per tutto il tempo, ma è stato un viaggio silenzioso e freddo. Non per questo sgradevole. Sembra di essere in un qualche film, di cui però non saprei spiegarvi il genere. In realtà questo treno stavamo per perderlo, non conoscendo il tedesco e avendo spostato il binario. Sarebbe stato drammatico, avvolti nella bufera di neve ad aspettare. Le attese non sono il mio forte.
Dresda è una bella città. Nuova. Efficiente. Pulita. Ordinata. Tedesca. Ricca. Non potrei viverci io. L’unica cosa che le invidio molto è la rete di trasporti. La storia di Dresda è segnata da un bombardamento, ed ecco come a città ha potuto dotarsi di una rete cosi efficiente e diramata, di tanti nuovi edifici moderni e confortevoli. Della storia rimangono molti monumenti, molte case signorili, alcuni ricostruiti, altri semplicemente miracolati. Dalle rive dell’elba, guardando verso la città vecchia il Canaletto dipinse memorabili paesaggi, che le valgono ancora oggi il titolo di Firenze del Nord (io non approvo). In questa città si trova il famoso dipinto degli angioletti, gli Amorini (come li chiamo io); devo dirvi che però non li ho visti e che a parte perdermi per le strade di Dresda il mio tour non è stato molto culturale. Direi più culinario.










Qui viene il bello! La cucina. Sono partita pensando che non avrei gradito molto il cibo e sperando di arrangiarmi nella peggiore delle ipotesi con qualche quintalata di wurstel. In realtà è stata una bella sorpresa scoprire che la Sassonia ha una tradizione culinaria a dir poco stupefacente. Si parla ovviamente di ingredienti poveri, ma ben combinati: patate, wurstel, asparagi, uova. Ma in combinazioni nuove e germanizzanti… la zuppa di patate e wurstel è stata il mio primo amore. Poi la birra. Poi la Casetorte e la Eierstorte…. Nonché tutti i tipi di dolci. Inimmaginabile. Ovviamente mia principale preoccupazione una volta tornata in Italia sarà ricercare tutte le varie ricettine e riproporle. Direi che vi aspetta una lunga scorpacciata!

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