Un concerto.

Svogliati, stanchi e un pò diffidenti ci siamo andati alla fine al concerto. 
Quando il lettone ti attira così tanto che ci sprofonderesti e invece, di venerdi sera, decidi di esserLE fedele. Perchè, se ti piaceva così tanto, ci devi andare. 
E ho portato anche il povero Finn. Che lui, forse, si sarebbe sparato molto volentieri sull’alluce piuttosto che venirci. Ma poi lui, certe volte, è un santo. 
Il concerto era in una piazzetta teramana che sembra un salottino. 
Una volta dovrò farvi vedere delle foto di Teramo, perchè è bella nonostante nessuno di voi, immagino, sappia dov’è!
 [e scusate ma questo è il primo video che posto]
 C’era gente che mangiava la pizza, signore spiaggiate su delle panchine che nn sapevano manco chi fosse ‘schta cantant, anziani, ragazzini ubriachi urlanti (a cui io avrei sparato su entrambi gli alluci), fan sfegatate, abituè, novellini.
E siamo arrivati giusto al calcio d’inizio. Paola Turci sale sul palco e canta. Fuck you.  Paola, essì mi sei mancata in questi tempi fitti. Ti ho adorata, abbandonata, cantata, ritrovata.

Quando facciamo cose che per lo più piacciono a me (nella nuova vita da coppia superfissa -sposata) ho sempre l’impressione che l’altro sia in agonia e non veda l’ora di andarsene.

Succede anche a voi?
Perciò i primi 10 minuti sono stata un pò in ansia. Povero Finn pensavo. E invece no. 
Paola è piaciuta anche a lui, pericolo scampato. 
E’ stato un concerto bello, intimo, mellifluo (come lo ha definito lei).
Dovesse passare dalle vostre parti vi consiglio di andare a vederla, vi piacerà. Anzi, vi conquisterà.
Fate come me, sciegliete lei al posto del lettone. E non ve ne pentirete! 🙂

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