Che amarezza.

 Ieri sera siamo stati alla serata d’apertura dell’ Italian week Abu Dhabi .
E il succo del discorso è: che amarezza!

 

Premessa_ Io sono una che ama l’Italia, che pensa al nostro Paese come il più bel posto sulla Terra, con gente incredibile, intelligente, piena di valori e con una ricchezza (non materiale) senza pari.

Credo che l’Italia abbia molto da offrire al mondo, anche adesso che è un pò sottotono.

Non sono il tipo che all’estero evita gli Italiani (con le dovute eccezioni ovviamente), ma che anzi è felice di parlare, confrontarsi, conoscere la storia di quelli che sono qui come me.

E quando ieri sera ci hanno invitato all’aperitivo italiano promosso dalla Camera di Commercio italiana con lo scopo di diffondere la cultura italiana e creare il famoso business sono stata ben contenta di partecipare, ma sono tornata a casa con l’amaro in bocca.

Io non so chi l’avesse organizzato, di sicuro Topo Gigio avrebbe fatto di meglio.

1. LA SALA. Piccola, opprimente, retrò. 


2. IL DISCORSO, che non c’è stato. E non si capiva chi fosse chi e cosa volesse dire. Così vago e inconsistente che avrei potuto farlo anch’io con 5 minuti di preparazione psicologica. 


3. IL PUBBLICO. Tutti Italiani. Ora io credo che se uno voglia fare business in un Paese come gli UAE non ci siano grossi problemi: i soldi girano, le persone investono ed è tutto molto più semplice che in qualsiasi altra parte del mondo. Però almeno questi locali/emiratini li vogliamo invitare? nessuno, non c’era nessuno.

Certo è che se ci fossero stati avremmo fatto davvero la figura dei pezzenti e forse è meglio così. Era un’atmosfera talmente scadente, da anni 80 un po logori, che mi sentivo a disagio io in quanto Italiana, figurati uno che ha l’idea romantica dell’Italia in quanto osservatore.

4. IL CIBO. Ora io non so questi della Camera di Commercio che idea hanno degli aperitivi italiani, ma forse hanno dimenticato che l’aperitivo italiano è abbondante, è buono, è a buffet… e non consiste in  tartine al salmone, springrolls e ravioli fritti. 

MA STIAMO SCHERZANDO? 
Infine il vino a pagamento. Intendiamoci, il vino non lo volevo gratis, ma almeno me lo aspettavo ITALIANO e non australiano -con tutto il rispetto per il vino australiano.
Ma che stiamo a fà? ma vogliamo far ridere proprio tutti? essù. Se non avete persone in grado di organizzare un evento allora NON ORGANIZZATELO, e facciamo tutti una figura migliore.

5. la nota positiva? il GELATO. Mi dispiace tanto non ricordare il nome del gelato perchè davvero erano gli unici a meritare un applauso.


QUINDI… c’è grossa crisi. Soldi spesi al vento. Figure barbine. Opportunità mancate.

POVERA ITALIA. POVERI NOI. 

Serena
-indignata-

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