Ramadam Kareem

ramadan 2018

Dopo ben 5 anni di permanenza negli Emirati Arabi Uniti e’ giunto il momento di confrontarmi con uno dei cinque pilastri dell’Islam, il Ramadan, il santo mese. Finora era sempre capitato in estate e io ero sempre in Italia, ma spostandosi indietro di 12 giorni circa ogni anno, quest’anno e’ previsto per il 17 Maggio, domani!
Il nono mese del calendario islamico da noi e’ conosciuto esclusivamente per essere un mese di digiuno, ma pochi forse sanno che in realtà’ e’ un mese di festa, molto simile alle nostre feste natalizie.
Dall’alba al tramonto si digiuna, ma subito prima del sorgere del sole (suhoor) e subito dopo il calar del sole (Iftar) le famiglie si riuniscono, spezzano il digiuno in un’atmosfera di festa e sacralità’.
Le ore di lavoro diminuiscono, i locali chiudono o schermano la vista del cibo in segno di rispetto per chi osserva il digiuno, i centri commerciali si svuotano per riempirsi di sera, il traffico esplode subito prima dell’Iftar. E’ un mese di introspezione, spirito di comunità’ e generosità’: le persone dedicano più’ tempo e attenzione alla religione (e già di norma si prega 5 volte al di’), allo stare insieme e alla beneficenza.
Insomma per i cittadini di Abu Dhabi e di tutta la comunità’ musulmana e’ davvero un momento speciale dell’anno.
In questo mese si cerca di disciplinare il corpo e la mente per migliorare se stessi: senza cibo, bibite e piaceri del corpo ci si concentra sulla preghiera e la fede. Ci si focalizza su nuovi obiettivi e sull’essere grati per quel che si ha. E infine, gli ultimi tre giorni del Ramadan si celebra l’Eid-al-Fitr, grande festa nazionale in cui le famiglie si riuniscono per scambiarsi dono.
Per noi Occidentali la festa e’ più’ un riflesso di cio’ che accade intorno, grandi Iftar negli hotel, divieto di bere e mangiare in pubblico, il dovere di vestirsi senza esagerare, le strade addobbate a festa. Il tutto e’ molto lontano dalla nostra cultura ma c’e’ anche chi ha iniziato, sebbene non sia musulmano, a seguire il digiuno, per capire, per solidarietà’ e per purificare corpo e spirito, ammettendo che l’astinenza dal cibo e dai cattivi comportamenti non e’ cosa semplice come si possa pensare ma richiede grande disciplina.

Nel mio piccolo spero che questo  articolo vi abbia fatto capire qualcosa di piu’, abbia spazzato via lo stereotipo occidentale sul Ramadan e che, nel mese che sta per iniziare, vi porti ad essere piu’ solidali e comprensivi con i musulmani osservanti che incontrerete nelle vostre citta’, ma in generale  piu aperti alle culture diverse dalla nostra e riconoscenti per quello che abbiamo. 

Ramadan Kareem!

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